Lezioni di privacy II: come utilizzare i social network

Dopo il primo articolo sui browser e i loro rischi, continuiamo questa piccola serie di “Lezioni di privacy” parlando dei social network. Amati, odiati, criticati o elogiati, ciascuno ha la sua opinione in merito. Quel che è certo e che nessuno potrà contestare è che questi strumenti sono perlomeno controversi. A maggior ragione in termini di sicurezza e privacy delle proprie informazioni personali.

Ma scendiamo nel concreto. Se vi state chiedendo come proteggere i vostri dati dalle grinfie dei social, la soluzione esiste. È una, semplice e gratuita. Pronti?

ELIMINATELI

Non è uno scherzo. Il modo migliore per mantenere davvero al sicuro la propria privacy su Facebook, Instagram o Twitter è proprio quello di non usarli. Purtroppo anche le informazioni meno importanti che fornite ai social network sono comunque interessanti se guardate da occhi interessati.
Soluzione troppo estrema? Vediamo allora tre semplici consigli per cercare di arginare i rischi, pur senza rinunciare ai propri canali social.

social network

1. NO ai dati personali

E va bene, se proprio non riusciamo a resistere, i social network si possono mantenere ma è molto importante non inserire i propri dati personali, o almeno quelli più sensibili. Per esempio, è sempre meglio non associare il numero di cellulare o l’indirizzo di casa al proprio profilo social. Alcuni social come Facebook richiedono di usare il proprio vero nome e cognome, ma fondamentalmente è un dato che attualmente non possono verificare.

A parte queste informazioni che sappiamo di dover proteggere in maniera più intuitiva, è sempre bene riflettere sul contenuto di quello che abbiamo intenzione di pubblicare prima di farlo. Bisogna chiedersi se ci potrà esporre, se manifesta ideologie od orientamenti che preferiremmo non divulgare, se contiene informazioni riservate. Ma soprattutto dobbiamo chiederci: “È una cosa intelligente pubblicare questo post? Ha una qualche utilità?”

2. Pulizia contatti

Soprattutto se abbiamo mantenuto lo stesso account per diversi anni, può capitare che ci ritroviamo fra amici e followers una gran quantità di persone che, nel migliore dei casi, non frequentiamo più o, nel peggiore, non conosciamo nemmeno. Non ha alcun senso circondarsi di contatti inutili, con cui non interagiamo e che diventano solo ulteriori potenziali occhi indiscreti sotto cui scorrono le nostre informazioni personali.

Per questa ragione, vi consigliamo di effettuare periodiche revisioni dei propri contatti, mantenendo solo quelli essenziali e fidati. Insomma, “quality not quantity” 

3. Sfruttare le impostazioni privacy dei social network

Praticamente tutti i social network offrono una serie di impostazioni per poter impostare delle preferenze sulla privacy (per esempio facebook). Si può determinare chi e che cosa vedrà apparire sul nostro profilo e si possono oscurare alcuni contenuti, a tutti o solo ad una cerchia selezionata.

Queste opzioni, che vanno sicuramente nella direzione di una miglior gestione dei propri dati personali, sono un utilissimo strumento che, fortunatamente, queste piattaforme ci offrono: sfruttiamole!

4. Evitare le chat

La maggior parte di queste piattaforme dispone di un apparato di messaggistica istantanea (Messenger, Instagram Direct) per entrare più direttamente in contatto con i propri followers o ‘amici’. Quello che troppo spesso ci dimentichiamo però è che queste conversazioni – il più delle volte – non saranno criptate, ovvero non adeguatamente protette.

Questo significa che la messaggistica sui social può restare un valido strumento per interagire e creare nuovi contatti ma, nel momento in cui  diventa necessario scambiarsi informazioni più importanti, è caldamente consigliato spostarsi solo sulle applicazioni apposite e più efficacemente coperte da crittografia end to end come Telegram, Whatsapp o Signal.

5. Occhio alle app

I social network, Facebook in particolare, possono anche appoggiarsi ad altre applicazioni. Succede ad esempio con il cosiddetto social login, quando accediamo ad alcune app attraverso i nostri profili social, o quando acconsentiamo sbrigativamente a permettere loro di estrapolare  le nostre informazioni da essi. Queste potrebbero venderle a terzi o comunque farne un uso improprio. È stato proprio un meccanismo del genere a suscitare lo scandalo Facebook – Cambridge Analytica che ha fatto molto scalpore.

Per questa ragione non bisogna mai fidarsi di applicazioni sospette ed è sempre meglio concedere l’accesso al proprio profilo solo a quelle strettamente indispensabili.

Sperando che questi semplici accorgimenti, facili da attuare e di immediata applicazione, vi siano stati utili, vi aspettiamo alla prossima lezione di privacy su Ars Digitalia!

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